Vasarely


Fondation_Vasarely,_Aix-en-Provence Fondation Vasarely, Aix-en-Provence, France. http://www.vasarely.hu/

Vasarely, l’arte del futuro

Spesso è stato chiesto a Vasarely che cosa pensasse dell’arte del futuro rispetto a quella tradizionale dell’ormai secolo scorso. Egli rispose così: “L’arte astratta del futuro tende all’universalità totale dello spirito, la sua tecnica è destinata a svilupparsi in direzione di un generale progresso tecnologico, la sua fattura sarà impersonale se non addirittura codificabile. […] Sin dalla sua nascita l’arte è di possesso di tutti. Anche la letteratura e la musica, grazie al progresso della stampa e della diffusione, diventa un possesso dell’intera umanità. […] Mi figuro che intere mostre saranno semplicemente proiettate su parete. Avendo a disposizione le diapositive delle principali opere d’arte, potremmo organizzare ovunque senza grande fatica e dispendio di denaro gigantesche esposizioni. Sarebbero sufficienti pochi giorni per inviare tutta una retrospettiva in un pacchetto postale in qualunque punto del globo”.

Così Victor Vasarely giudicava l’intromissione dei computer e della tecnologia nel mondo dell’arte, (credeva molto nel progresso). Tra coloro che hanno appoggiato la sua filosofia progettuale, c’è certamente il tedesco Max Imdahl, suo grande amico e grande storico d’arte contemporanea.

Victor Vasarely (Pécs, 9 aprile 1906 – Parigi, 15 marzo 1997) è stato un artista visivo ungherese. È stato uno maggiori esponenti del movimento dell’Optical Art, sviluppatosi negli anni ’60 e ’70 insieme a grandi artisti come Yaacov AgamGetulio AlvianJosef AlbersRichard AnuszkiewiczMarina ApollonioAlberto BiasiDaniel Buren Carlos Cruz-DiezM. C. Escher, Julio Le ParcYouri Messen-JaschinBridget Riley, Jesús-Rafael Soto ZanisLudwig WildingFerruccio Gard.

Vasarely ha utilizzato molto il bianco e nero per creare illusioni ottiche. Queste sua concezioni lo hanno avvicinato anche alla grafica d’impresa, la Renault lo incarica nel 1972 di rilanciare e modernizzare la sua immagine a partire dal logo che è stato ridisegnato, partendo dalla forma originale.

Pur mantenendo la tipica forma a diamante (che è in realtà un classico nastro di Moebius) Vasarely ha voluto dare il concetto di infinito e di modernità inserendo delle linee che hanno reso il segno più dinamico e rettiforme, in linea con i logotipi di quegli anni.
renault_1972

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